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L'Acchiatura

L’Acchiatura, nella leggenda salentina, è un contenitore, scrigno prezioso di tesori. Si racconta che anche tra le mura di questo palazzo ne sia nascosta una con all’interno un artefatto molto antico, una chioccia con pulcini interamente in oro e si racconta che a custodirne gelosamente il suo nascondiglio sia lo Scazzamurreddhu o Laurieddhu, spiritello dispettoso di antiche origini, figura fantastica ma ben radicata nella tradizione popolare. Con nomi diversi, con caratteristiche simili ma con predilezioni particolari, a secondo del territorio dove esplica il suo incredibile e spesso inspiegabile mandato,  lo spiritello che è ben vivo nella realtà agreste meridionale e salentina ha una storia che è quella dell'intero genere umano. C'è sempre stato, insomma, un quid legato al mistero, all'incapacità dell'uomo di dominare per intero la Natura, e per questo che lo Scazzamurreddhu, si prende licenza e si fa beffe delle abitudini e delle richieste più tradizionali della gente comune. Secondo quanto scrive Carlo Levi: “fanno il solletico sotto i piedi agli uomini addormentati, tirano via le lenzuola dei letti, buttano sabbia negli occhi, rovesciano bicchieri pieni di vino, si nascondono nelle correnti d'aria e fanno volare le carte e cadere i panni stesi in modo che si insudicino, tolgono le sedie di sotto alle donne sedute, nascondono gli oggetti nei luoghi più impensati, fanno cagliare il latte, danno pizzicotti, tirano i capelli, pungono e fischiano come zanzare, hanno un debole per i crini e le code dei cavalli che amano intrecciare inestricabilmente”. Molto affezionato al suo cappuccio, grande e di colore rosso. Ed è proprio questo il suo punto debole: se si riesce a rubarglielo, farà di tutto per riottenerlo, disposto anche a svelare il nascondiglio dell'Acchiatura. La tradizione vuole che lo Sciacuddhi ponga ai più fortunati con i quali ha uno scambio di parole, un facile quesito: cosa vuoi, sordi o tampagni?, ovvero soldi o coperchi. Naturalmente offrendo i tampagni a chi sceglie soldi, riservando i sordi per coloro (pochissimi, crediamo…) che scelgono i coperchi…. Ed è singolare che cambi il nome con molta frequenza, quasi a voler confondere le idee, quasi a voler sottolineare le mille sfaccettature del suo misterioso incedere, senza fissa dimora, ma sempre collocato nelle antiche dimore salentine.

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